domenica 20 gennaio 2013


Lavorare gratis? Uhm, alcuni giornali scrivono questo dell'iniziativa del sindaco di Parma. Guardiamolo da un punto di vista diverso: gli stage formativi oggi sono per lo più un modo di arricchire le aziende piuttosto che gli stagisti. Ma le aziende a differenza dei comuni non perseguono il bene pubblico ma solo quello privato. Inoltre generalmente uno stage non è molto incisivo in termini di visibilità nel curriculum vitae infatti molti/e ne hanno più d'uno. Invece un comune può dare quella visibilità sia a un giovane sia a un navigato consulente che comunque non sarebbe andato a lavorare per il comune perchè oggi la pubblica amministrazione paga con tempi lunghissimi e spesso su posizioni strapagate ci mette parente e amici a prescindere dalle loro capacità. Allora di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando che c'è qualcuno "fuori dal sistema" che è diventato sindaco e sta cercando di mettere in pratica le sue idee senza fare politica. Stiamo parlando di un partito M5S che non è un partito ma un movimento e che sta mantenendo l'unica promessa che realmente ha fatto: "reset del sistema" facendo eleggere persone e non politicanti. Allora di tutti i difetti che potremmo trovare nel movimento di Beppe Grillo e nei suoi sindaci almeno dobbiamo riconoscergli che sta attuando una cosa che in Italia oggi è percepita come fondamentale: dare un bel colpo di spugna a questo intreccio perverso di interessi che ha affossato il paese e sta lentamente ma inesorabilmente eliminando tutti i servizi pubblici e strozzando l'economia con le tasse vi finanzia sprechi, megaopere invise (cfr. TAV) e istituti privati come le banche. Ognuno di noi ha il diritto di criticare: ad esempio potrei criticare il fatto che la pubblica amministrazione utilizzi software proprietario Microsoft invece di alternative disponibili come software libero (cfr. gnu/linux). Però bisognerebbe mettersi nei panni di chi critichiamo. Quanti di noi avrebbero avuto il coraggio di dirigere un comune con tutte le responsabilità che ne conseguono e farlo "fuori dagli schemi"? Allora tanto di cappello a quest'uomo e auguriamoci che non sia l'ultimo ma il primo di una lunga serie di amministratori pubblici che finalmente abbiano come proposito quello di risollevare il paese. Non è il migliore? Ne verranno di migliori, sicuramente. Sicuramente ne verranno di migliori se i cittadini faranno l'unica cosa sensata: privilegiare chi - nel bene e nel male - sta facendo in modo di mettere gente "nuova" con idee "nuove" e piangano pure quelli che vedranno ridotti o annullati i loro pirvilegi a tutto favore di una minore imposizione fiscale, una maggiore e migliore erogazione di servizi pubblici e anche - ultimo ma non meno importante - una più decente morigeratezza. Anche se molti non sono immuni dal fascino dell'arroganza dei nostri politici alla fine dei conti a noi cittadini importa degli asili, ospedali, scuole, università e molto meno della squadra di calcio per esempio, giusto?

domenica 8 luglio 2012

11.14.08.07.2012

Oltre un certo livello di consapevolezza non esistono più coincidenze causali ma una trama, un disegno e a volte un destino. Ma quando sono gli uomini a volere cambiare il corso del destino, talvolta, scatenano le forze della natura, quella Natura, che fa parte della stessa trama, dello stesso disegno, in definitiva essi stessi sono responsabili di quanto disperatamente cercavano di evitare.

martedì 22 maggio 2012

Berlino 9/11/1989 - Brindisi 19/5/2012

Considerato la delicatezza dell'argomento ho preferito non scrivere ma riflettere. Su diversi social networks si sta cercando di ragionare sulle modalità dell'attentato avvenuto a Brindisi. In particolare sugli effetti "relativamente poco devastanti" rispetto a altri incidenti in cui è stato coinvolto il gas GPL [¹]. Per coloro che hanno perso o visto ferire un/a figlio/a o un/a amico/a gli effetti sono stati sicuramente devastanti ma è anche e sopratutto nel rispetto delle vittime che si cerca di riflettere e ragionare cercando di non farsi travolgere dall'onda emotiva.

E' evidente che il dovere morale e civile è quello di offrire cordoglio per le vittime, cure ai feriti e supporto alle famiglie coinvolte in questo attentato. Ma è anche dovere di ogni cittadino riflettere e razionalizzare sui fatti avvenuti tenendo conto delle debite proporzioni del fenomeno. Indiscutibilmente attentati e terrorismo sono fenomeni deprecabili. Non sono genitore ma se lo fossi dovrei temere per l'incolumità di mio/a figlio/a adolescente per un eventuale attentato oppure in misura maggiore per incidenti stradali dovuti ad alcool e/o sostanze stupefacenti? Le statistiche [²] indicano che la seconda ipotesi è enormemente più probabile della prima. La pancia però ci potrebbe indurre a convinzioni differenti.

Fatta la dovuta premessa intendo ritornare su un aspetto tecnico che mi interessa approfondire. Le bombole di GPL piene non esplodono. Esplodono solo quelle "vuote" cioè quelle che contengono abbastanza gas ma con la pressione sufficiente da evitare il risucchio di fiamma. Per generare un'esplosione occorre che il GPL disponga di innesco e ossigeno. Il GPL è più pesante dell'aria e si accumula sul fondo. Per questo è vietato alle auto con alimentazione a GPL parcheggiare nei parcheggi sotto il livello del suolo. Incidenti domestici e suicidi con esplosioni dovute a bombole di GPL da 15/20kg lasciate aperte sventrano e anche abbattono dei palazzi interi. Da queste considerazioni emerge ragionevolmente la convinzione che nell'attentato di Brindisi si siano usate tre bombole scariche invece di una piena. Un ipotesi che giustifichi questa scelta "tecnica" è supporre che si volesse che i frammenti metallici delle bombole fossero irradiati come proiettili ovvero più bombole, più frammenti, più feriti. Sotto questa ipotesi l'obbiettivo erano le persone, in particolare gli studenti che entravano a scuola (in orario 7:45-8:00 corrispondente a quello della deflagrazione). Viceversa se l'obbiettivo fosse stato colpire solo delle strutture sarebbe stato più efficace usare una bombola piena, aperta in un cassonetto, con detonazione nel cuore della notte e piazzando il cassonetto il più vicino, possibilmente dentro, alla struttura da colpire. Inoltre si può ulteriormente ipotizzare che chi ha agito si è preoccupato di "comunicare" che non voleva colpire il personale del tribunale infatti, per quello che ho potuto sapere, il tribunale di Brindisi [³] apre alle 8:30 quindi alle 7:45 non ci sarebbe stato nessun rischio nemmeno per gli impiegati. Sotto questo punto di vista l'obbiettivo non era lo Stato ma la gente.

Un altro aspetto su cui vale la pena di riflettere è la costruzione dell'ordigno. Sono state usate comunissime bombole di gas GPL, un cassonetto e per l'innesco penso sia sufficiente una sveglia digitale che qualunque hobbista del saldatore potrebbe modificare allo scopo. Quindi tali ordigni possono essere confezionati in numero pressoché illimitato da persone decisamente poco preparate e con ridotti mezzi economici. Obbiettivo le scuole che sono ovunque nel paese ovvero impossibile garantire la sicurezza a un numero così elevato di strutture. L'effetto? Colpire nella pancia la gente: cosa c'è di più sacro della vita dei propri figli? Certo si può affermare che si tratti del gesto di un pazzo isolato, un singolo, a cui far fare il capro espiatorio meglio se giustiziato in piazza a furor di popolo. Che siano terroristi o pazzi a piede libero il risultato finale non cambia e la risposta probabile, se non già scontata, sarà la stessa: militarizzare il paese allo scopo di garantire la sicurezza. I possibili obbiettivi sono stati stimanti in 14mila [³] quando i comuni in Italia sono solo 8mila. Tale stima è stata divulgata due giorni prima dell'attentato. Se presa seriamente tale stima occorrerebbe impiegare 14mila coppie di militari su 3 turni + 1 di riposo = oltre 100mila soldati cioè un esercito da distribuire su tutto territorio. Considerando che ormai il militare di leva è un retaggio del passato si deve desumere che per la maggiore l'esercito è costituito da volontari di carriera.

Non ho figli ma preferirei essere vagamente alla mercé di un qualche pazzo/terrorista piuttosto che acconsentire che l'esercito venga dispiegato in tutto il paese. Pur senza dubitare che l'Esercito Italiano sia un istituzione a difesa della comune patria Italia purtroppo non si può negare l'evidenza che anche l'esercito sia composto da uomini [4] e in quanto tali fallibili e fallaci. Infine rispetto ai pazzi/terroristi quelli che guidano ubriachi o drogati fanno molte più vittime, ogni sabato sera, pur facendo molto meno notizia. Le vittime e i famigliari delle vittime di questi incidenti stradali non patiscono né piangono di meno. Però la differenza sostanziale è che per combattere le stragi del sabato sera bastano delle volanti di pattuglia fuori dalle discoteche e/o sulle strade di grande affluenza che facciano fare il "palloncino" ai guidatori. Invece per "combattere" il terrorismo cosa sarà necessario fare? Accettare che si possa essere fermati e perquisiti ogni volta che si transita di fronte a una scuola e/o un altro edificio pubblico? Direi che in tema di compressione delle libertà personali la differenza è abbastanza consistente. Il modo migliore di evitare il terrorismo non è combatterlo con l'esercito ma cercare di essere immuni alla ragione stessa per cui il terrorismo viene perpetrato: il terrore. Se il terrorismo non facesse paura allora sarebbe inutile.

Vorrei provare a fare il punto generale della situazione: crisi finanziaria e sociale, concentrazione dei media [5], concentrazione del mercato e delle infrastrutture critiche [6], eletti in parlamento non sono direttamente scelti dal popolo ma dai partiti, governo tecnico, conflitto di interessi, leggi ad personam, continui tentativi di limitare la libertà di parola su internet, aggiungiamoci esercito dispiegato e magari un paio di leggi speciali affinché tale dispiegamento sia effettivo e non solo dimostrativo. Proviamo a guardarci con gli occhi degli altri e magari anche alla luce della storia moderna. Ditemi cosa manca per rendersi conto che si profilano tutte le condizioni che non stenteremmo a definire "colpo di stato" o "instaurazione di un regime" se accadessero in un paese, dall'altra sponda del mediterraneo, in nord Africa? Anche la Germania del 1933 era a nord del mediterraneo ma questo non ha impedito l'ascesa del nazismo. Non è possibile che succeda qui. Non è possibile che succeda di nuovo. Ambedue non mi paiono rassicurazioni abbastanza rassicuranti.

Se fossi un'amante dei complotti non mancherei di citare il programma della P2 ma la situazione è seria, a torto o a ragione, bisogna assolutamente evitare di cadere nel calderone qualunquista di coloro che gridano al complotto. Non c'è bisogno di fare dietrologie perchè il problema è evidente: dal G8 di Genova [7] in poi i cittadini hanno progressivamente perso diritti sociali, civili e potere di rappresentanza in seno alla società. Tutto questo è stato realizzato cavalcando due soli mantra: la crisi finanziaria e la sicurezza. Un/a uomo/donna non è libero/a se non ha di che sfamare se stesso/a o la sua famiglia ma meno che mai è libero se accetta di farsi spaventare.

Dopo la caduta del muro di Berlino il mondo si è globalizzato gli equilibri, le economie sono stati stravolti e gli avidi hanno avuto il sopravvento. Non esistono soluzioni immediate e non esistono santi, eroi o uomini del destino che possano cambiare radicalmente le cose. Occorre che ognuno di noi si renda consapevole che in un mondo globalizzato di quasi 7 miliardi di persone non possiamo continuare a batterci per diritti acquisiti perchè così facendo, di fatto, consolidiamo i privilegi di coloro più si avvantaggiano dello status quo. Ugualmente non possiamo accettare che tutti i diritti vengano dissolti e i tutti privilegi mantenuti. Se la globalizzazione deve essere una livella allora lo deve essere per tutti: equità. L'unico modo di sperare ottenere condizioni eque, seppur dure per tutti, è quello di difendere la libertà e attraverso l'esercizio di quella cercare di vedere rappresentati i nostri interessi, come cittadini, in maniera e in misura appropriata. 

Abbiamo un paese completamente da ammodernare a cominciare dalle costruzioni antisismiche per finire alle reti di telecomunicazione. Un paese anagraficamente e culturalmente vecchio ovvero non all'altezza dei tempi con strutture e corporazioni di estrazione quasi medioevale. Abbiamo da sostituire una classe dirigente e politica rapace assolutamente determinata a resistere al potere e perseverante nella propria condotta. Abbiamo da affrontare la globalizzazione e gestire l'emergenza ecologica ovvero la sostenibilità della razza umana su questo pianeta. Possiamo farci spaventare? Possiamo cedere? Sì possiamo e possiamo accampare qualunque scusa meglio se fa notizia e rumore. Ma anche no! 

Occorre che ognuno di noi, nel suo piccolo, concretamente e quotidianamente si faccia carico di riformare questo paese perchè le alternative sono soccombere oppure espatriare ma in un mondo globalizzato la seconda alternativa è solo un palliativo temporaneo a disposizione di pochi. Sono assolutamente certo che molti cercheranno il compromesso con lo status quo (si salvi chi può) per evadere il loro impegno civile che poi è la ragione principale per la quale ci troviamo in questa situazione. Ma nessun compromesso può rendere lo status quo un risposta adeguata rispetto al confronto che ci aspetta con i paesi emergenti e alle catastrofi climatiche e naturali incombenti. Questo, ormai, dovrebbe essere palese anche ai più conservatori. Il fragore delle esplosioni, il battere dei manganelli, il fumo acre dei lacrimogeni, gli scioperi, i cortei e le manifestazioni sono eventi ma anche quando riguardano solamente gli altri sono comunque la dimostrazione che non esiste un compromesso possibile con la Storia: il muro di Berlino è caduto ed è venuto il momento di prenderne atto insieme a tutte le relative conseguenze.

Note e riferimenti






[6] per quanto riguarda il libero mercato basta fare un confronto fra le tariffe di energia elettrica, gas metano, acqua, adsl, telefonia fissa/mobile e benzina proposte da diversi attori del mercato italiano per verificare che la concorrenza è minima e infatti i prezzi sono decisamente più elevati che all'estero anche rispetto a quei paesi con analoghe condizioni rispetto all'Italia; per quanto riguarda la concentrazione di proprietà basti pensare che il patrimonio immobiliare della chiesa è stimato essere oltre il 20% mentre quello dello stato italiano in circa 300miliardi di euro, senza contare la composizione e la finalità di questi beni/strutture.

[7] In riferimento all'episodio dell'istituto Diaz, in questi giorni oggetto di un film al cinema, è stato definito da Amnesty International: «la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale».

mercoledì 8 febbraio 2012

teenagers

Sono meglio all'amore che al vino, ma mi sto dando da fare.

Mi ci hai mandato e ci sono venuto all'inferno, ma non pensavo di trovarti anche te, qua.

Se ti perdo ti cerco, se ti voglio ti possiedo, se fuggi t'incontro, però dopo tutto mi stai sul cazzo!

Hai la metà dei miei anni ma sei stronza il doppio e non è nemmeno il tuo più grosso difetto.

Culodritto che vai via sicura, non ti voltare mai e non ti fermare mai.


Culodritto di Francesco Guccini, canzone che ha dedicato alla figlia Teresa.

domenica 11 dicembre 2011

evergreen

Il rispetto è come
l'eleganza maschile:
un grande classico 
che non tramonta mai.

- update 8/2/2012 -

ed esattamente
come l'eleganza
non s'addice
proprio a tutti.

domenica 4 dicembre 2011

точка

sabato 3 dicembre 2011

pari e patta

Quando avrai fatto 
tutto quanto
era ragionevole 
poter fare, 
per qualcosa o qualcuno, 
non importerà più 
se avrai successo o meno 
perché questa consapevolezza 
da sola ti basterà.

Quando avrai fatto
la cosa giusta.